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Come non lasciarsi manipolare nell'era dell'intelligenza artificiale

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Come non lasciarsi manipolare nell'era dell'intelligenza artificiale

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Dalla difesa dell’autonomia personale alla sovranità digitale europea

Le tecnologie digitali non sono semplicemente strumenti a nostra disposizione. Organizzano gli ambienti nei quali comunichiamo e ci informiamo, selezionano ciò che vediamo e raccolgono dati sulle nostre abitudini, emozioni e preferenze. Difendere la propria autonomia significa quindi comprendere non soltanto come utilizziamo questi sistemi, ma anche come essi possono influenzare il nostro modo di pensare e di guardare la realtà.
 
Bruno Giussani, giornalista e podcaster, per quasi vent’anni direttore europeo e curatore globale di TED, ha seguito da vicino l’evoluzione dell’industria digitale e i protagonisti che l’hanno guidata. In La mente sotto assedio. Come non lasciarsi manipolare nell’era dell’intelligenza artificiale (Edizioni Casagrande, 2026) analizza il potere delle tecnologie algoritmiche e propone un “manuale di resistenza” per utilizzarle senza esserne utilizzati.
 
La difesa della mente individuale si svolge però all’interno di infrastrutture che l’Europa non controlla. Nel 1999, a Davos, Giussani assistette al fallimento di un tentativo di autoregolamentazione dell’industria digitale: Jeff Bezos rifiutò di sottoscrivere un codice sulla privacy accettato da Bill Gates. Da questo episodio prende avvio Meno America nelle nostre vite. Riconquistare la sovranità digitale europea (Tlon, 2026), nel quale ricostruisce la crescente dipendenza europea dalle piattaforme e dalle infrastrutture tecnologiche statunitensi.
 
Letti insieme, i due libri mostrano due dimensioni dello stesso problema. La prima riguarda la capacità delle persone di proteggere attenzione, giudizio e libertà di scelta; la seconda riguarda la capacità delle società europee di controllare le tecnologie dalle quali dipendono la comunicazione, l’economia, le istituzioni e la vita quotidiana.
 
Possiamo difendere davvero la nostra autonomia continuando ad affidarci a infrastrutture progettate e governate altrove? E quali alternative deve costruire l’Europa per trasformare la sovranità digitale da aspirazione politica a possibilità concreta? Giussani collega la resistenza individuale a una responsabilità collettiva: riprendere il controllo degli strumenti e degli ambienti che contribuiscono a formare il nostro futuro.
 
In dialogo con Ivano Dandrea e Alessio Petralli